giovedì 17 marzo 2011
mercoledì 2 febbraio 2011
Billie Holiday - I'm A Fool To Want You
ALBUM ESSENZIALI: "LADY IN SATIN", BILLIE HOLIDAY
Un album vissuto, rauco e controverso che ha segnato l'ultimo atto della carriera di Billie.
Leggi la recensione su Sogninscena.it
martedì 1 febbraio 2011
Josie Fiaschè, il corpo teatrale prende forma
Josie racchiude in sè tutte le qualità che servono per essere un vero Sognatore: capacità, impegno, serietà e costanza, dedizione e passione e quel pizzico di humor e di follia che danno sapore alle persone.
Pur essendo tra gli "anziani" dell'associazione, possiede lo spirito vivace e curioso dei ragazzini e sa rendere piacevole il lavoro sia sul palco che nel backstage.
Sul sito dell'associazione potete trovare l'articolo a lui dedicato.
Buona lettura!
lunedì 22 novembre 2010
venerdì 12 novembre 2010
STAGE: Il mimo
Arte senza parole
Stage di mimo
Lomazzo, 11 Dicembre 2010
Milano, 12 Dicembre 2010
Docente: Adriano Braidotti
Durata: 1 giorno - 8 ore totali
Target: chiunque desideri avvicinarsi all’arte del mimo.
Numero allievi: min 10 - max 15
INTRODUZIONE
”…mimare è ‘essere tutt’uno con’ e quindi capire meglio. Se qualcuno maneggia tutto il giorno dei mattoni, accadrà che a un dato istante non sappia più cosa sta maneggiando: diventa un automatismo. Se gli si domanda di mimare come si maneggia un mattone, sarà in grado di riscoprire l’essenza di questo oggetto, il suo peso, il suo volume.Questo fenomeno è di grande interesse in campo pedagogico: mimare permette la riscoperta della cosa nella sua autenticità. L’atto di mimare è in questo caso una conoscenza.”
(Jacques Lecoq)
Obiettivo del laboratorio è di far acquisire ad ogni singolo partecipante e al gruppo di lavoro gli strumenti necessari per affrontare il gioco teatrale dell’improvvisazione, prima traccia di qualsiasi scrittura, portarlo alla conoscenza delle sue regole fondanti, quindi l’esplorazione delle tecniche del movimento e la loro analisi.
“Un’arte non è tenuta a fare ciò che sa fare, ne’ ciò che sa fare bene, ma quello che nessun altra arte può fare.
Ora, il modo in cui il mimo rappresenta il mondo appartiene soltanto a lui”
OBIETTIVI
Acquisire il bagaglio tecnico indispensabile per affrontare una pantomima di stile e i mezzi per eseguire una pantomima classica valorizzando motricità e creatività artistica.PROGRAMMA DIDATTICO
Consulta/scarica il PDFMaggiori informazioni:
Scheda dello stage sul sito dell'associazione
Mob.: (+39) 349 5599555
Mob.: (+39) 338 7573791/2
eMail: formazione@sogninscena.it
mercoledì 10 novembre 2010
STAGE: La scrittura teatrale
Dal libro al palcoscenico
Stage di sceneggiatura & regia
Milano, 11/12 Dicembre 2010
Docente: Miriam Zanelli
Durata: 2 giorni - 16 ore totali
Target: attori, registi, autori e sceneggiatori con preparazione media.
Numero allievi: min 12 - max 20
INTRODUZIONE
Lo stage si propone di analizzare il percorso che si snoda dalla scelta di un'opera letteraria fino alla sua trasposizione teatrale, per poi introdurre i partecipanti ad un primo abbozzo di sceneggiatura e di regia.Il corso si articolerà quindi in due parti: la prima, con l'analisi di un fenomeno noto di trasposizione sulle scene; la seconda, con la stesura guidata di alcune scene tratte da un romanzo teatralmente inedito e le relative indicazioni di regia (movimenti, luci, musiche).
OBIETTIVI
Acquisire le conoscenze e le metodologie creative per poter analizzare ciò che intercorre tra l'opera letteraria scelta e la sua trasposizione teatrale.PROGRAMMA DIDATTICO
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Scheda dello stage sul sito dell'associazione
Mob.: (+39) 349 5599555
Mob.: (+39) 338 7573791/2
eMail: formazione@sogninscena.it
martedì 9 novembre 2010
STAGE: Il corpo panico
Corpo e anima, unica entità
Intensivo di recitazione
Milano, 5 Dicembre 2010
Lomazzo (CO), 8 Dicembre 2010
Docente: Milton Fernàndez
Durata: 1 giorno - 8 ore totali
Target: chiunque abbia la necessità di migliorare la propria consapevolezza posturale nell'ambito dello spettacolo come in quello quotidiano.
Numero allievi: min 12 - max 18
INTRODUZIONE
Pan è il dio che ride, saltando da un piede all'altro, nella leggerezza del fanciullo che sa come tutto sia soltanto un gioco.E’ il dio della gioia che ritorna ad ogni passo di danza.
Tra gli appellativi che lo distinguevano vi sono quelli di Conisalo (colui che agita la polvere) e Ticone (colui che percuote).
Entrambi nascono dal fatto che nella danza batteva il terreno, a simboleggiare l’intervento dello spirito sulla realtà materiale, e la sua successiva congiunzione nel Tutto.
Simbolo vivente del continuo alternarsi tra fine e principio.
Allegoria della continuità dell’infinito sempre eguale a sé stesso, eppur così diverso.
Anello di Möbius. Metafora dell’otto. Dell'eterno ritorno.
Immagine dell'eternità diffusa nell’universo e dell’inarrestabile movimento rappresentato dal dio che danza in quell'eternità, nel nostro proprio corpo, in quel immenso cosmo di cui siamo l'unico privilegiato abitante.
Le emozioni motivano e integrano la nostra fisicità. Spesso associate a una risposta “viscerale”, queste emozioni fanno parte dell’avventura quotidiana della nostra esistenza. Cervello e corpo partecipano in pari misura agli aspetti emotivi del comportamento correlati all’istinto di sopravivenza che includono il senso del piacere, del dolore, della rabbia, dell’ira, della paura, della passività, dell’aggressività, delle pulsioni sessuali, ecc.
Le emozioni non espresse si depositano nel corpo conformando una vera e propria mappa della memoria, tradotta spesso in segni di rigidità, di malessere, d’incapacità di comunicazione con l’altro e, soprattutto, con noi stessi.
Sciogliendo il corpo possiamo liberare le emozioni trattenute e aprire la mente a nuove possibilità.
Esprimendo le nostre emozioni riusciamo a dare il via al rilascio delle tensioni presenti nel corpo, aumentando il potenziale di un rapporto salutare e creativo col mondo circostante.
OBIETTIVI
Acquisire maggior coscienza della propria entità fisico/mentale per aumentare la propria capacità di espressione. Basato sul metodo Stanislavsky - Strasberg.PROGRAMMA DIDATTICO
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Scheda dello stage sul sito dell'associazione
Mob.: (+39) 349 5599555
Mob.: (+39) 338 7573791/2
eMail: formazione@sogninscena.it
lunedì 8 novembre 2010
STAGE: L'animale attore
Al centro dell'evento teatrale
Intensivo di recitazione
Milano, 4 Dicembre 2010
Lomazzo (CO), 7 Dicembre 2010
Docente: Milton Fernàndez
Durata: 1 giorno - 8 ore totali
Target: attori, performer, cantanti, danzatori e tutti coloro che necessitano di migliorare la propria posturalità fisica.
Numero allievi: min 12 - max 18
INTRODUZIONE
Interpretare un ruolo, un personaggio implica per l'interprete non solo impostare la voce e la mimica facciale ma anche, soprattutto in teatro e cinema, avere la gestualità e la postura corrette in relazione al carattere del personaggio interpretato, al suo contesto ambientale ed emotivo.Soprattutto per un attore di cinema o teatro, per un cantante lirico o per un danzatore, è importante oltre alla propria tecnica, sapere stare sul palco per rendere ancor più "vera" la propria interpretazione.
Tuttavia anche nella vita comune sappiamo bene quanto conti la propria immagine non solo da un punto di vista puramente estetico ma anche per come ci si pone fisicamente ai nostri interlocutori. Decisione e fermezza nella voce così come nella posturalità può rivelarsi una carta vincente.
Imparare a prendere maggiore coscienza del proprio corpo da questo punto di vista diventa indispensabile in ogni ambito.
OBIETTIVI
Aumentare la propria capacità di espressione al centro della scena (non solo) attraverso una maggior coscienza del trinomio mente-corpo-voce.PROGRAMMA DIDATTICO
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Scheda dello stage sul sito dell'associazione
Mob.: (+39) 349 5599555
Mob.: (+39) 338 7573791/2
eMail: formazione@sogninscena.it
domenica 7 novembre 2010
Al via i nuovi stage formativi per artisti
Potete sfogliare il catalogo delle proposte sul sito ufficiale dell'associazione e scegliere quello che fa per voi!
mercoledì 14 luglio 2010
-4: dalla danza classica ai numeri da circo!

martedì 13 luglio 2010
Black Bottom Dance
Il black bottom è una danza jazz che combina i movimenti della spalla e dell'anca; veniva ballato da afro-americani nel Sud degli Stati Uniti già nel 1907.
In una versione modificata, diventò addirittura una mania nazionale, dopo la sua comparsa in un musical di Broadway nel 1926.
Il black Bottom deriva una serie di caratteristiche dall'estetica della danza africana, in particolare i ritmi sincopati, le ginocchia piegate, il torso curvo, movimenti pelvici e delle anche.
Insieme con il Charleston, un altro ballo popolare nel 1920, il black bottom contribuì a spezzare il predominio del ballo di coppia.
Anche se la gente continuerà a ballare a coppie, uno di fronte all'altro, non ci sarà più l'obbligo distare legati o di ballare all'unisono, ma ciascun ballerino potrà tranquillamente staccarsi e ballare da solo.
"Viaggio al Centro della Musica" in prima pagina su 4ARTS.it
Se volete leggere l'intero articolo, potete visualizzarlo a questo link:http://www.4arts.it?dirDet=1&catD=thr&idCont=9046
lunedì 12 luglio 2010
- 6: fervono gli ultimi preparativi per il "Viaggio"!
venerdì 25 giugno 2010
Cab Calloway - Minnie The Moocher (1942)
Cabell Calloway III, meglio conosciuto come Cab Calloway, nacque la notte di Natale del 1907: una data speciale che ben si addice a un artista del suo calibro.
Cresciuto in una famiglia di ceto medio, si adattò fin da piccolo a fare molteplici lavori ma il vero amore fu da subito la musica.
Fu grazie alle donne della sua famiglia che Cab si avviò alla carriera musicale.
La madre gli fece prendere lezioni di canto, poi la sorella maggiore, Blanche Calloway, anch'ella cantante, lo introdusse nell'ambiente del jazz di Chicago.
Il giovanissimo Cab Calloway - era ancora alle scuole superiori - incontrò così grandi musicisti come Louis Armstrong, Chick Webb, Johnny Jones.
Fu dapprima batterista e cantante in vari gruppi; quindi, nel 1929 gli venne offerta la conduzione di una band di undici elementi, The Alabamians. Poco dopo passò a dirigere un'altra orchestra, The Missourians, che venne scritturata per sostituire Duke Ellington e la sua band nel prestigioso Cotton Club di Harlem.
Il debutto al Cotton Club fu un successo enorme e Cab divenne uno dei jazzisti più conosciuti del periodo. I network di allora gli riservarono uno spazio mai concesso fino a quel momento ad un artista afro-americano.
La canzone fu usata in origine all'interno dei cartoni animati di Betty Boop.
Nel 1940 il "Cotton Club" chiuse i battenti. Cab e i suoi musicisti, dopo una breve permanenza al "Club Zanzibar", cominciarono a viaggiare e a fare concerti in diverse parti degli Stati Uniti ed anche all'estero.
Nell'aprile del 1948, sentendo il peso di dover assicurare uno stipendio fisso ai musicisti, Cab Calloway decise di sciogliere l'orchestra. La band si sarebbe riunita solo per singoli concerti o per le tournée, con ingaggio "a gettone".
Senza questo impegno, Cab poté dare più spazio ai suoi progetti da solista, anche se già dai tempi del "Cotton Club" aveva lavorato per la radio e per il cinema, apparendo in numerosi film musicali.
Negli anni cinquanta si dedicò ai musical ed apparve anche in televisione.
Fonti: Wikipedia e www.cabcallowayllc.com, il sito ufficiale della famiglia Calloway
martedì 22 giugno 2010
Ella Fitzgerald & Duke Ellington - It Don't Mean A Thing If It Ain't Got...
Composta nel 1931 da Duke Ellington su testo di Irving Mills, "It don't mean a thing" fa parte degli standard jazz. Il titolo era basato sul credo dichiarato del trombettista di Ellington, Bubber Miley, che stava morendo di tubercolosi. La canzone divenne famosa, così come scrisse Ellington, "come espressione di un sentimento diffuso tra i musicisti jazz di quel tempo."
Fu probabilmente la prima canzone ad usare la parola "swing" nel titolo: introdusse il termine nel linguaggio di tutti i giorni e precedette l'era dello swing di tre anni.
Glenn Miller - Chattanooga Choo Choo - Sun Valley Serenade (1941)
"Il protagonista di "Sun Valley Serenade" Ted Scott (J. Payne), pianista in un'orchestra swing di un albergo nella stazione sciistica di Sun Valley (Idaho), per farsi pubblicità, compiendo anche una buona azione, adotta una fanciulla profuga norvegese. Gli arriva l'avvenente e sportiva ventenne Karen (S. Henie) che gli complica piacevolmente la vita.
Per gli spettatori statunitensi è un musical (meglio: una canzone con musiche e balli) come tanti, ma per gli italiani che alla fine della guerra avevano almeno quattordici anni, rappresenta qualcosa di più: nella loro memoria coincide con la pace ritrovata, l'impatto con l'orchestra di Glenn Miller che suona “In the Mood”, “It Happened in Sun Valley”, “The Kiss Polka”, “I Know Why”, le spaccate dei Nicholas Brothers nel numero “Chattanooga Choo Choo”.
Fu uno dei film hollywoodiani che “avanzarono” in Italia con le truppe alleate nel biennio 1944-45 e fu visto, infatti, a Roma prima che a Milano."
tratto da: IL MORANDINI - dizionario dei film, di Laura, Luisa e Morando Morandini
























